“il tatuaggio del botanico” il giglio di Francia

Il Tatuaggio punitivo
Il tatuaggio o la marchiatura a fuoco dei prigionieri di guerra, degli schiavi e dei criminali vennero praticati in molte parti del mondo fin dall’antichità. Plinio e Svetonio ad esempio scrivono della marchiatura degli schiavi di Roma con le iniziali dei loro proprietari e dei “servi stimmatici”, cioè dei servi trovati a rubare e puniti con la marchiatura a fuoco sulla fronte. La stessa pena venne inflitta anche a molti martiri cristiani (come Teofanie e Teodoro).

Più recentemente, sotto la vecchia monarchia francese i criminali venivano marchiati a fuoco con un “Giglio di Francia” sulle spalle. 
Più tardi venne elaborato un sistema di marchiatura per distinguere le persone colpevole di reati diversi: ai ladri veniva incisa una “V” (voleur); ai galeotti “GAL”; ai mendicanti “M”. Gli schiavi venivano marchiati con le iniziali dei loro proprietari; se venduti venivano marchiati con le iniziali del nuovo proprietario.
Anche nella Russia Imperiale i criminali venivano marchiati con una scritta che indicava il reato di cui erano colpevoli. “BOP” (ladro in russo) era tatuato ai ladri e ai rapinatori e “KAT” (ergastolano) a chi aveva commesso reati puniti con la condanna a vita. Le scritte venivano tatuate con un punzone, uno per ogni lettera dell’alfabeto. I punzoni, intinti nell’inchiostro, venivano appoggiati alla pelle delle guance o della fronte, quindi il boia, con un colpo secco dato dal palmo della mano sul manico, bucava la pelle con gli aghi del punzone inserendovi l’inchiostro. Questa punizione in Russia fu istituita nel 1754 e abolita nel1846 il BOT e nel 1863 il KAT.
In Inghilterra i disertori venivano marchiati con un ferro rovente fino al 1842. nei campi di concentramento i nazisti tatuavano il numero di riconoscimento a migliaia di ebrei.
Oggi la marchiatura a fuoco è una pratica estrema usata dai giovani, (viene chiamata “Branding” dall’inglese to brand che significa appunto marchiare a fuoco) .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I tre moschettieri (Les trois mousquetaires) è un romanzo scritto dal francese Alexandre Dumas (padre) nel 1844.

Al centro di questo romanzo ci sono loro quattro, i tre moschettieri Athos, Porthos, Aramis, più d’Artagnan.
E poi c’è Milady angelica, dolce, perfida, seducente, spietata basta guardarle le spalle per capire chi è veramente: sulla spalla sinistra lei porta impresso a fuoco il marchio del disonore, il giglio di Francia, che la qualifica come una volgare delinquente.
PS
Il giglio araldico ha poco a che vedere con il giglio che si trova nei giardini (utilizzato in araldica con il nome di giglio di giardino). È una alterazione grafica dell’iris delle paludi (Iris pseudacorus L. o ‘iris gialla’)
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su segnalazione del mio amico Andrea

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