Peperoncino Cappello del Vescovo _Bishop Crown

seminiamolo ora: metà febbraio .. in serra

Detto anche Cappello del Vescovo (Capsicum Baccatum) produce un frutto dalla caratteristica forma a campana con 3 protuberanze laterali situate in prossimita dell’apice (in Piemonte è chiamato anche “disco volante”) ed è poco piccante. Ha dimensioni di circa 6-8 cm di diametro e circa 5-7 cm di lunghezza. Matura passando dal verde all’arancio e poi al rosso.
La buccia è abbastanza sottile e la polpa, non molto spessa, è soda e croccante ed ha spiccato profumo di peperone.
VIDEO dei miei peperoncini

La pianta forma un grosso cespuglio (altezza circa 120 cm, diametro circa
100 cm) e puo’ arrivare a produrre 6-7 Kg di peperoncini in una stagione.
Io utilizzo questo peperoncino fresco ( alla pizzaiola: dopo averlo svuotato dei semi viene riempito con passata di pomodoro, origano, sale, un cubetto di mozzarella ed un filo d’olio e cotto al forno per 15-20 minuti a 180 gradi), oppure conservato sott’olio farcito con acciughe e capperi (dopo essere stato pulito dei semi e sbollentato in aceto speziato). via http://www.mistercarota.com/oriente/spezie.htm


Capsicum baccatum _Bishop Crown

Cura sei semi:
I semi sono viventi. Essi hanno sempre processi metabolici, benché ad un livello molto basso, finché germinano. La durata della vita d’ogni seme varia ed è funzione sia della vitalità sua intrinseca (alcuni semi vivono più lungo di altri) che dell’ambiente ove sono posti. Generalmente i semi che sono tenuti al fresco e all’asciutto vivono più a lungo ed hanno una maggiore autosufficienza di quelli tenuti in luoghi caldi ed umidi. Se si conservano i semi in un luogo fresco, si possono mantenere in vita per molti anni, si possono conservare in un contenitore ermetico posto nel frigorifero negli scomparti più bassi, ove si pone la verdura. per tenere l’umidità ad un livello basso è utile mettere nel contenitore dei semi gel di silice, latte in polvere o riso ben asciutto. Quando si è pronti ad usarli, tirare il contenitore fuori dal frigo e lasciare che si porti con il suo contenuto alla temperatura ambiente prima dell’apertura per ridurre al minimo la condensazione all’interno del contenitore stesso e/o sui semi. I semi dei peperoncini sono classificati “long-lived” vale a dire a lunga vita. Se si conservano al fresco e all’asciutto possono mantenere una buona autosufficienza per cinque anni e più.
Germinazione
I semi di peperoncino germinano a temperature del suolo che vanno da +20 a +35 °C, con l’ottimo situato a +30 °C. Si possono utilizzare dei letti riscaldati e controllati da un termostato che si trovano in commercio di varie dimensioni. Occorre piantare i semi in vasetti in un substrato umido, (ma non zuppo d’acqua) alla profondità di 1 mm, e distanti fra loro almeno 2 mm. Se si semina all’aperto occorre coprire i contenitori con della plastica per almeno per tenere al caldo i semi sin oltre l’ultima gelata della zona ove si opera. L’acqua d’irrigazione dovrebbe essere sterile, se non lo è, occorre bollirla inoltre se contiene cloro dovrebbe riposare per un giorno prima della bollitura per permettere al cloro di dissolversi. Alcuni peperoncini sono molto più lenti a germinare di altri quindi occorre saper attendere. Una volta spuntate le giovani piantine occorre rimuovere la copertura di protezione e bisogna prestare attenzione perché in queste condizioni il substrato si asciuga più velocemente. Se le giovani piantine si disidratano possono morire, se si salvano la loro crescita sarà in ogni modo ritardata e stentata. Alcune varietà prendono un tempo maggiore per germinare. Il peperoncino è una pianta da stagione calda che richiede le stesse condizioni di crescita dei pomodori. Le piante di peperoncino non sopportano i geli e crescono male a temperature inferiori ai 15 °C. Se i semi sono piantati direttamente all’esterno all’inizio della primavera, il tasso di germinazione è basso. Far attenzione che nel mese di aprile le temperature del suolo non siano troppo basse nelle prime ore del mattino perché questo può ritardare la germinazione e la crescita. L’ottimo per la raccolta dei frutti si raggiunge quando temperatura ambiente varia tra +18.5 °C e +32.5 °C. Per ridurre i casi d’infezione da malattie d’origine batterica, alcuni coltivatori suggeriscono che prima di piantare, i semi dovrebbero essere tenuti in ammollo per 40 minuti in una soluzione d’acqua e candeggina nella proporzione di 4 a 1 sotto agitazione continua, il seme dovrebbe essere poi sciacquato con acqua e aceto per neutralizzare le tracce dell’ipoclorito di sodio ed infine lavato in acqua.
Cure del terreno
Per migliorarne la qualità della coltivazione, prima di piantare le piante nel terreno del giardino, dovrebbe essere fatta una buona concimazione con associata vangatura per arricchire il substrato di crescita.
Trapianto
Quando le prime vere foglie, quelle appuntite, ossia quelle nate dalla piantina e non quelle cotiledonari presenti nei semi, arrivano ad essere larghe circa 1/1,5 cm le giovani piantine possono essere trapiantate nei vasetti (vasetti di torba, di plastica o altro). Per ottenere una crescita veloce, la temperatura del substrato deve essere mantenuta superiore a +21°C. Molti substrati contengono gli adeguati nutrienti per una buona crescita tuttavia un’adeguata concimazione liquida (che non bruci le piantine) ad alto contenuto di fosforo migliora la crescita delle radici e questa è molto importante in questa fase. Prestando attenzione alle istruzioni riportate sulla confezione del fertilizzante concimare una volta per settimana. Il Fosforo è il numero compreso tra Azoto e Potassio nei rapporti N-P-K. Due settimane prima della messa dimora, ed una settimana prima dell’ultimo gelo (quello previsto), iniziare l’irrobustimento delle piante aumentando gradualmente l’esposizione alla luce diretta del sole ed al vento. Prima di trapiantare, assicurarsi che la temperatura del suolo sia almeno di +18 °C altrimenti i fiori cadranno e si otterrà forse una bella pianta ma nessun peperoncino.
Quando si trapianta dai contenitori, prestare attenzione a non danneggiare le radici per non ritardare la crescita delle piante, in questa operazione occorre essere il più accurati possibile.
Fertilizzazione
Fertilizzare le giovani piante con un fertilizzante di buona qualità. L’uso di fertilizzante non si deve limitare as un solo trattamento per anno. Può essere necessario fertilizzare 2-3 volte in un anno e comunque in funzione del tipo di concime usato. Usare un fertilizzante N-P-K equilibrato, un tipo 15-15-15 (dove è N= Azoto, P= Fosforo e K= Potassio) è appropriato.
Il concime di pecora è molto maleodorante. Il concime di cavallo può contenere molti semi di infestanti da fieno. Il concime di maiale si degrada troppo lentamente. Il concime di lombrico è eccellente. Ove l’acqua d’irrigazione contenesse molto calcio (come a Roma) è utile durante la bella stagione e quando le irrigazioni sono giornaliere, fare una fertirrigazione mensile (irrigando a saturazione) con chelato o solfato di ferro disciolto in acqua alla dose di tre grammi litro che corrisponde ad un cucchiaino da caffé per litro d’acqua.
Coltivazione in contenitore
I peperoncini si coltivano agevolmente in vaso, occorre saper giudicare il tempo in cui dotare il contenitore di sottovaso. Quando una sola irrigazione al giorno non è sufficiente alla pianta si può utilizzare il sottovaso, farlo prima porterebbe marcescenza alle radici, mente farlo dopo rischia di far soffrire stress idrici alle piante. Per ragioni d’igiene e di mantenimento della giusta umidità io ritengo più indicati i contenitori in plastica. Le dimensioni ottimali del contenitore variano secondo la varietà del peperoncino e variano da un minimo di 16 cm ad un massimo di 25 cm di diametro (il peperoncino Rocoto necessita di contenitori decisamente più grandi). Riservare i contenitori di 25 cm alle varietà di grande altezza (Bishop crown, Corna di Toro rosso, Amando, Tomato, Indian PC-1, Thai yellow, Jalapeno jumbo, Jalapeno, Bonzo), coltivare nei contenitori di 16 cm i peperoncini di bassa statura (Lilith, Lantern) per gli altri utilizzare contenitori di 18-20 cm a parte Ammazzo ed African devil che pur non essendo di grande altezza necessitano di uncontenitore più grande (Nella mia lunga permanenza in Africa occidentale le mie piante di African devil chiamati in quei luoghi Pili Pili, raggiungevano l’altezza di un metro e cinquanta). E’ anche possibile, per chi vuole, nel poco spazio di un balcone, tenere più varietà, utilizzare vasi più piccoli, ma in questo caso occorre essere molto più attenti a seguire le necessità nutrizionali delle piante e ad utilizzare un sistema d’irrigazione ben calibrato. I peperoncini soffrono molto l’eccesso d’acqua che può innescare patologie al livello del colletto, soffrono meno la mancanza d’acqua, ma non bisogna eccedere neanche in questo senso. E’ molto importante la composizione del substrato per la coltivazione in contenitore: non usare la terra argillosa e la torba è da bandire nel modo più categorico. Il substrato ideale è fatto di due terzi di buon terriccio organico ed un terzo di sabbia non calcarea per dare il miglior drenaggio e la migliore nutrizione alla pianta. Non riempire mai completamente il contenitore di terriccio altrimenti non rimane spazio per annacquare convenientemente.
Cure autunnali ed invernali
Alcune varietà di peperoncino (Paprika gialla, Tabasco, Perù tipo habanero, Norteno) raggiungono il massimo splendore proprio in autunno e passano tutto l’inverno carichi di frutti coloratissimi che rallegrano le bigie giornate della cattiva stagione, bisogna avere il luogo ove riparali e curarli quel tanto che basta per far loro superare la cattiva stagione. Innanzi tutto occorre saper resistere alla tentazione di annacquare; non occorre dare acqua alla pianta quando questa non ne ha bisogno perché quella non succhiata rimane nel substrato a favorire marcescenze radicali che se si insediano uccidono la pianta in poche ore. L’osservazione del fogliame permette d capire se la pianta necessita di acqua e in ogni caso darne pochissima. I peperoncini sono molto sensibili al colletto il quale in inverno non deve mai essere in contatto con il terriccio. Le piante di peperoncino svernano ottimamente se l’apparato radicale che si diparte dal fusto è visibile e non coperto da terriccio, è inestetico, ma utile, i funghi del colletto non sanno attaccare le radici. Infine gli Habanero, sono piante molto molto ricche di zuccheri, (è la ragione del loro sapore fruttato) ma proprio per questo molto gradite ai funghi patogeni. Tenerli più asciutti degli altri, superata la cattiva stagione ripartono (dopo gli altri) sempre più grandi anzi sempre più maestosi.
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