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Phytolacca_americana


composizione in casa mia..

Phytolacca americana L.

Sinonimi: Phytolacca dioica L., Phytolacca vulgaris Crantz
Famiglia: Phytolaccaceae
Nome volgare: Uva turca, Cremesina, Amaranto, Uva da colorare, Vite di Spagna
Etimologia: Il nome generico deriva dal greco phyton=pianta e da lacca, cioè “lacca vegetale” per il colore del frutto maturo che, se spremuto, secerne un succo viola intenso che macchia fortemente; quello specifico dal paese d’origine.

Morfologia:
Vigorosa
pianta erbacea con radice verticale ingrossata e fusto, eretto, glabro, leggermente carnoso, spesso arrossato e più volte biforcato, alto fino a 3 m.
Le
foglie glabre, alterne, con picciolo di 1-2 cm, lunghe 10-25 cm, sono ovali-lanceolate con margini interi e base e apice acuti. La pagina superiore è di un verde brillante, mentre quella inferiore è verde opaca con nervature prominenti spesso colorare di rosso.
I
fiori crescono in densi racemi lunghi fino a 15 cm opposti alle foglie, hanno un peduncolo di 5-10 cm,con il calice è diviso in 5 sepali ovali di colore variabile dal bianco al verdastro, i petali mancano.
I
frutti col diametro di 10 mm, sono simili a bacche, esteriormente rigati sono di colore rosso porpora scuro tendente al nero ed hanno la forma di una zucca marcata da 10 coste corrispondenti ai ai 10 semi contenuti nel suo interno. Sono riuniti in grappoli persistenti e diventano penduli a maturazione per un graduale incurvamento dei peduncoli verso il basso.

Distribuzione – habitat – fioritura:
Pianta originaria del Nord America, in Italia è comune in tutto il territorio, si sviluppa su terreni incolti, campi, giardini, margini di strade, da 0 a 400 m, dove fiorisce da Luglio a Ottobre.

Proprietà ed usi:
Contiene Phytolaccatossina e saponine steroidiche, sali, amidi, gomme, sostanze coloranti, un alcaloide tossico e istamine ed ha proprietà emetiche, narcotiche e coloranti.
La radice ha proprietà di stimolare il vomito. Le foglie talvolta usate come alimento sono pericolose come le bacche per il loro contenuto di saponine emetiche. I frutti vengono usati dall’industria per la preparazione di coloranti alimentari, dopo la eliminazione delle sostanze nocive.
In conclusione sebbene i giovani getti vengano cucinati come asparagi, dopo abbondanti prebolliture, tutta la pianta è da considerarsi tossica e la sua ingestione produce
bruciori della bocca e della gola, salivazione, vomito, diarrea sanguinante, spasmi e convulsioni, e può essere mortale.